Gli antichi percorsi

La Stretta delle Garde, la profonda fenditura nella roccia di scaglia rossa che si trova all’imbocco della Valle del Toscolano, è stata per secoli un ostacolo insormontabile per il passaggio dei carri, costretti a salire sulla collina per poi ridiscendere nella Valle per raggiungere le numerose cartiere che “giacciono in angusta e disastrosa valle ai confini del Tirolo e priva d’utili carreggiature”. Erano strade in buona parte selciate ma poco adatte al transito di carri trainati da una coppia di buoi.
Prima della costruzione della nuova “strada consorziale delle Assi” le cartiere di Lupo e Quattroruote, situate sulla sinistra del fiume, in territorio di Toscolano, erano servite dalla strada comunale detta del Lupo che le collegava con Pulciano. In località Valli una diramazione, detta appunto strada delle Valli, conduceva alla frazione di Gaino. Da qui un’altra strada scendeva alle cartiere di Luseti, raggiungendo le località di Caneto, Vago, Gatto e Contrada. Sul versante opposto altre strade consentivano di raggiungere i boschi di Seasso.
La Stretta dei Covoli chiudeva l’accesso alle cartiere ubicate nel tratto superiore del fiume, raggiungibili solo percorrendo la strada delle Camerate fino a Sandalora per poi scendere con una ripida strada fino al fiume.
Altre strade percorrevano il fondo valle collegando tutte le cartiere ubicate tra le strette delle Garde e dei Covoli, così che tutte le cartiere della Valle erano raggiungibili da entrambi i versanti di Maderno e di Toscolano.
Nel 1872 un gruppo di 7 industriali cartai si consorziava con il comune di Toscolano per aprire una nuova strada di accesso agli opifici della Valle del Toscolano. Erano gli anni in cui le nuove tecnologie portarono allo sviluppo della grande industria cartaria nella Valle. L’aumento dei volumi trasportati per trasferire in Valle gli stracci raccolti nelle dogane del Porto di Toscolano e per riportare il prodotto finito nei magazzini di Toscolano e di Maderno, risultava troppo oneroso e incideva pesantemente sui costi di produzione, aggravati anche dall’ubicazione periferica del centro di produzione rispetto ai più importanti mercati.
La nuova strada, pianeggiante, superava con 4 gallerie la forra delle Garde riducendo sensibilmente i tempi di percorrenza per raggiungere le fabbriche.
Recentemente sono state riaperte alcune vecchie strade, percorribili a piedi o a cavallo: la strada delle Valli da Botticella a Gaino o Pulciano; la strada di Contrada dalla località Gatto a Gaino; la strada di Maina che sale ai prati di San Martino, la passerella che collega Luseti con Covoli.

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