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La carta,importante da secoliLA CARTA.... INTERESSE DI TUTTI I POPOLI
La prima fabbricatrice di carta fu la Cina. Gli Arabi ne vennero a conoscenza nel 751 d.C. quando conquistarono Samarcanda e da qui ne esportarono la produzione in Persia, a Bagdad, in Egitto e in Spagna. Tra il XII e il XIII secolo questa industria si estese in tutta Europa. Le materie prime utilizzate erano stracci, ritagli di lana e peli d’animale. Il prodotto della lavorazione era una carta molto grossolana e per questo non adatta alla scrittura. Nel X secolo gli Arabi sostituirono alla lana il cotone per ovviare a questo problema. Nel XIII secolo il cotone venne poi sostituito dal lino. Esiste comunque una corrente di studiosi che mette in discussione il fatto che siano state utilizzate carte di puro cotone, ritenendo invece che esse furono prodotte con stracci di lino mescolati con altri di canapa, di cotone e di lana. Certa è invece la paternità dell’introduzione della carta nel territorio padovano e trevigiano. Fu un certo Pace da Fabriano, come viene testimoniato nella storia di Padova, e proprio a questo periodo risalgono le relazioni di Venezia con gli abitanti del Garda, i cui giovani frequentano l’università a Padova. Fino al 1600 la produzione della carta era andata crescendo e veniva smerciata anche in Turchia (a Costantinopoli), in Egitto e a Mosca. Vennero fondate delle case di commercio anche a Venezia con le quali Toscolano Maderno ebbe rapporti amministrativi ed economici. I primi esempi di attività cartaria a Toscolano si possono rimandare al 1300. E’ infatti datato al 1381 un documento notarile in cui si stabilivano precise norme e regolamentazioni per l’utilizzo dell’acqua del fiume da parte dei vari possidenti di cartiere lungo il fiume. Nella lunga storia della produzione cartaria si sono succeduti diversi proprietari e la tradizione è stata tramandata nei secoli di generazione in generazione. Tra i primi fabbricatori si annoverano i Frati Domenicani che costruirono due cartiere funzionanti fino al 1772, dopo aver bonificato parte del territorio e aver realizzato una cinta muraria che è tuttora esistente. La materia prima utilizzata erano gli stracci e il cotone di scarto; in seguito si utilizzò anche il lino per assicurare alla carta una maggiore lucentezza. La produzione raggiunse il suo culmine sulla fine del ‘500 quando l’intero corso del fiume era occupato da decine di fabbriche che si susseguivano da fondo valle fin su alla località Camerate. L’attività era anche agevolata da interventi ad hoc delle amministrazioni. Basti pensare alla delibera del Consiglio comunale di Verona, datata al 1577, che concedeva ai cartai la licenza di commerciare stracci in cambio, ogni anno, di una fornitura pari 40 colli della migliore carta da scrivere da utilizzare per le attività di quegli uffici. In poco tempo la produzione raggiunse dei livelli qualitativi molto apprezzati al punto da permetterne anche l’esportazione al di fuori del Benaco e della Repubblica Veneta. La carta era di qualità eccellente e quella fatta a mano, in particolare, venne scelta per redigere gli atti ufficiali dei vari governi dell’Italia settentrionale e per i decreti dei Sultani turchi.
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