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La nostra produzioneLA CARTA DI NOSTRA PRODUZIONE
L’origine della produzione industriale della carta a Toscolano è legata ad una leggenda piuttosto curiosa. Essa narra di una barca naufragata proprio nel Garda, cui il vento spezzò l’albero e portò la vela ad incassarsi in una insenatura di Toscolano. La forza delle onde ridusse la vela in poltiglia ma l’esposizione al sole tornò a darle consistenza. Quando alcuni abitanti del luogo si resero conto che quel materiale era adatto alla scrittura fondarono la prima cartiera. Le prime fabbriche consistevano in un edificio simile ad una semplice casa con ruota che muoveva dieci o dodici pistoni, un tinello, un torchio, una caldaia, un solaio e niente altro più. In seguito una ruota arrivò a muovere fino a venti pistoni divisi in cinque file di pestelli (specie di mortai ricavati in un tronco di legno duro), e le cartiere più importanti del XVI secolo ebbero quattro ruote e ogni tino produceva 40 Kg di carta al giorno. A quel tempo gli stracci venivano macerati facendoli fermentare artificialmente, poi delle ruote mosse da animali macinavano il tutto, in seguito si utilizzò la forza motrice dell’acqua. Le cartiere rimasero intatte, senza rilevanti modificazioni, fino alla fine del secolo XVIII; quando si applicarono i cilindri olandesi in grado di aumentare notevolmente la produzione. Il primo cilindro fu azionato nel 1780, in località Camerate, in una cartiera andata distrutta. Con l’utilizzo di prodotti chimici si arrivò poi ad una migliore depurazione e sbiancamento delle materie prime. L’ultima evoluzione fu l’adozione della macchina “senza fine” o continua.
QUANTI SFORZI PER UNA COSI GRANDE PRODUZIONE
All’interno di una cartiera il lavoro era organizzato secondo le diverse mansioni dei lavoratori. Gli operai più qualificati venivano chiamati “càrter”; erano molto abili nel fabbricare la carta a mano e ricevevano salari molto alti. Il loro turno di lavoro iniziava generalmente alle due del mattino per finire poi alle dodici; per i lavoratori notturni poi era previsto un incremento dello stipendio con denaro o beni in natura. Per le donne invece nella stagione invernale il lavoro iniziava alle 8 per terminare alle 16 (con un’ora di sosta per il pranzo) mentre d’estate il turno era dalle 7 alle 18 con due ore di pausa. |
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